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Car sharing: soluzione per il parco
macchine delle Pubbliche Amministrazioni?
In Italia oltre 8.000 utenti condividono
l’auto. Taglio dei costi fissi e minore impatto ambientale.
Cremona, 17 aprile 2007 –
La condivisione dell’auto rappresenta il futuro della mobilità?
Di certo costituisce un’ottima soluzione per diminuire le
emissioni inquinanti nelle città.
Se ne sono accorti per primi in Svizzera, dove il car sharing si
è sviluppato già dalla fine degli anni Ottanta, e
oggi in Europa sono oltre 100.000 gli utenti che
utilizzano un’auto in comune.
In Italia questo servizio è attivo in 11 città
(Torino, Venezia, Bologna, Modena, Rimini, Roma, Genova, Firenze,
Bolzano e Parma) ed è sfruttato da oltre 8.000 persone.
Dati in continua crescita, perché i vantaggi
economici e ambientali sono evidenti: si tagliano i costi fissi
della proprietà di un’auto (bollo, assicurazione, parcheggio,
etc) e si fanno calare drasticamente le emissioni inquinanti.
Ma non sono solo i privati ad avantaggiarsi di questo sistema: anche
le Pubbliche Amministrazioni, che hanno la necessità di adeguare
il proprio parco macchine alle normative vigenti, possono sfruttarlo
per dotarsi di mezzi di trasporto con un impatto ambientale molto
ridotto, per di più risparmiando sui costi di gestione.
Questo sarà uno dei temi che verranno affrontati
durante il GPPnet Forum, la Manifestazione dedicata agli acquisti
verdi delle Pubbliche Amministrazioni, in programma a Cremona il
10 e 11 maggio prossimi, attraverso il convegno “Veicoli basso
impatto ambientale. Agevolare e incentivare il rinnovo del parco
veicolare delle pubbliche amministrazioni con mezzi a basso o nullo
impatto ambientale.”
Un argomento molto attuale, perché un’auto ad uso comune,
rovesciando il concetto di proprietà per favorirne un uso
“on demand”, sostituisce circa 5/6 auto private
con conseguenze evidenti sia sui kilometri percorsi annualmente
sia sull’inquinamento delle città. |